Dopo il temporale

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Davì su Avvenire.it


cover davìCi era sfuggita questa recensione di Davì nella rubrica “Scaffale basso” di Avvenire.it.

Una “recensione doppia”, alla maniera delle interviste doppie, che mette in relazione la ricerca della propria strada condotta da Davì tra i libri “che hanno il potere di trasportarlo dappertutto e rispondere a tante domande che lo tormentano” e la tenacia di Bianca che la sua strada invece intende perseguirla con tenacia (Io, danza, le amiche e papà, Il Castoro).

Ringraziamo Rossana Sisti per aver parlato del nostro “ragazzone con la luce negli occhi”.

Buona lettura!

Tre panini per Davì!


cover davìMangialibri assegna gli ambitissimi tre panini a Davì di Barbara Garlaschelli.

Qui trovate la recensione originale di MangiaLibri, a firma di Annalisa Scarpa, che ringraziamo moltissimo per l’interpretazione del romanzo (ma anche per l’incoraggiamento che ci arriva tra le righe verso la nostra collana, o almeno a noi piace interpretarlo così!). Ve la riportiamo qua:

Cresta verde e tanti piercing, occhi scuri in cui perdersi. Ma, soprattutto, un’andatura lenta e serena, “come uno che non ha una meta da raggiungere ma un piacere da coltivare”. Attraversa vite e ritratti e non si ferma mai, Davide, che ormai nessuno chiama più Davì, da quando sua mamma se n’è andata di casa. Davide, Davì, un giorno apre la porta e va via anche lui, per vivere lontano dal padre, in un centro commerciale, e per trovarsi spesso in biblioteca, da Beatrice e Livia. Nella sua vita fatta di apparizioni e sparizioni, quella di Nicla potrebbe essere destinata a restare?
Un libro brevissimo, fatto di tanti piccoli quadri, quelli in cui Davì parla di sé e della sua vita, raccontando se stesso e gli altri in prima persona, dal di dentro; e quelli in cui l’interiorità è quella di altri, piccoli insiemi di idiosincrasie e tic che vengono sfiorati per un attimo dalla presenza singolarissima di questo personaggio fuori dagli schemi. Vite che vengono attraversate, che Davì lo guardano dal di fuori, ma che – seppur da lontano o solo per un attimo– da lui vengono sempre toccate. Una trama intera costruita sull’apparire e sparire di questo giovane, che è impossibile non notare, o per il suo aspetto o per il suo sguardo. Un piccolissimo romanzo molto sentimentale, il cui protagonista maschile viene fatto risuonare dalla scrittura femminile dell’autrice (con un esito sicuramente convincente per un pubblico di ragazze) in un interessante gioco di punti di vista che alimenta il carattere “nomade” e inusuale del personaggio. Il libro è un bell’esperimento, in alcuni punti un vero e proprio esercizio narrativo. Ed è un esperimento anche la riproposta, dopo 13 anni, di un testo che era già comparso nelle Frontiere di EL: lo spirito di quella collana rimane nel libro, anche attraverso la nuova collocazione negli Arcobaleni di Camelozampa. Una storia d’amore per adolescenti, un libro agilissimo, in cui potersi riconoscere in quegli anni in cui è forte il bisogno di andare e di staccarsi, ma anche quello di agganciarsi a qualcosa, di radicarsi. Di distinguersi da tutto, ma di trovare qualcuno in cui riconoscersi. 

A noi piace soprattutto il finale (che abbiamo debitamente ingrassettato).
Grazie!

Un biblioburro per Davì


cover davìBriciole di Pollicino dedica il 145° Biblioburro a Davì.

Noi ringraziamo per la recensione che apprezza ogni aspetto di questo romanzo, dalla trama al formato del libro fino al suo “peso specifico”. Vi pubblichiamo un estratto dell’articolo, per la versione completa vi rimandiamo a questo sito davvero molto interessante per chi ama la letteratura giovane e molto giovane.

Davì è il ragazzo diciannovenne con la cresta verde che si vede dalla copertina ed è il protagonista di questa intensa storia di Barbara Garlaschelli. Se ne è andato di casa, vive di lavori saltuari e dorme in un centro commerciale dove si trova anche una biblioteca, in cui lavora Beatrice, che cerca di aiutarlo e che gli fa scoprire il potere dei libri. La mamma di Davì l’ha abbandonato quando lui era un bambino e con il padre non c’è mai stato un rapporto affettivo profondo. La sua vita sembra essere senza progetti e senza futuro, finché non incontra Nicla, giovane minorenne in fuga dalla sua famiglia, ed il ragazzo sarà costretto a crescere e a prendere delle decisioni.
Il libro era uscito per la casa editrice EL nel 2000 e poi era andato fuori catalogo. Un plauso alla casa editrice Camelozampa che ha deciso di ripubblicarlo in una nuova edizione integra e in parte risistemata. Molto interessante anche il formato scelto per la collana Gli arcobaleni a cui il libro appartiene; piccolo, maneggevole, in grado di attirare anche i lettori che non hanno ancora scoperto il piacere gratuito della lettura e pertanto tendono a scegliere, o a chiedere, libri con “poche pagine”. Quanto poi al fatto che a numero di pagine limitato corrisponda invece un contenuto molto profondo (come in questa pubblicazione), proviamo ogni volta ad intavolarlo, tale discorso, con le classi che incontriamo, soprattutto della scuola primaria di secondo grado, e con i loro insegnanti, ma … questa è un’altra storia!
Il libro è diviso in brevi capitoli che ne facilitano ulteriormente la lettura, ed il prezzo è l’ultimo tassello che ci fa applaudire con convinzione alla casa editrice Camelozampa.
Un’altra recensione completa di intervista all’autrice la potete leggere qui.

A proposito di Davì


cover davìNon è passato ancora un mese dalla sua uscita, ma sembra che di strada Davì ne stia facendo tanta, del resto è così che lo incontriamo nel suo libro, in cammino.

Se avete letto questo romanzo, magari vi sarete chiesti come fa la scrittrice a inserire tutta la vita di questo personaggio nelle poche ore della passeggiata che lui compie, ma anche come fa un’autrice, donna e un po’ più grande di Davì, a entrare nella testa di un ragazzo così diverso, almeno apparentemente, da lei. Si chiama saper fare il proprio mestiere, ma non solo. E sensibilità. E tecnica. Ma certe volte c’è anche un po’ di magia, come in questo caso.

Per questo, prima di avventurarci in considerazioni sul romanzo in quanto tale, vi invito a leggere questa intervista a Barbara Garlaschelli, autrice di Davì appunto, che su su LetteraritudineNews racconta che il ragazzo punk amante dei libri e adottato da una biblioteca esiste davvero, anche se con un nome diverso, anche se con un trascorso – forse – diverso. Sì, perché il Davì del romanzo è frutto della fantasia dell’autrice, ma…

Leggetela tutta, questa intervista di Simona Lo Iacono a Barbara Garlaschelli, perché nel finale c’è un colpo di scena; poi mi direte se secondo voi si tratta di immaginazione che supera la realtà o di sensibilità (sensitività?) dell’autrice…

Arriva Davì!


cover davìQuesto libro è un viaggio a piedi, attraverso una città (Milano? Forse… ma potrebbe essere anche Bologna, Torino… Firenze e Venezia no, sono troppo poco underground).

Chi cammina è un tipo strano a vedersi, con quei capelli verdi e i vestiti neri. C’è chi lo nota, chi lo evita, chi lo crede un vampiro, chi gli sorride… Un ragazzo così strano sarà anche pericoloso? Lui è gentile: saluta, ringrazia, ricambia i sorrisi e va per la sua strada, tutto preso dai suoi pensieri. Pensieri che noi possiamo ascoltare: le cose che faceva da piccolo con la mamma, il giorno in cui se ne è andato di casa, la vita che conduce in totale libertà, il suo amore per i libri, e poi c’è Nicla, che è scappata di casa anche lei e vuole andare a vivere a Dublino.

Mentre camminiamo con lui, riusciamo anche a sentire i pensieri delle persone che lo incrociano: un pediatra, una donna innamorata, un bambino, un uomo d’affari, una bambina cicciottella in bici con la mamma, una fioraia che gli regala una margherita gialla.
E noi come reagiremmo incontrando un tipo così?

E ci piacerebbe vivere come lui, sul tetto di un centro commerciale, con solo una coperta e un telo di plastica a ripararci dal freddo, addormentandoci guardando le stelle, senza una famiglia, senza la scuola, andando in vacanza solo attraverso i libri?