Dopo il temporale

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Tre panini per Davì!


cover davìMangialibri assegna gli ambitissimi tre panini a Davì di Barbara Garlaschelli.

Qui trovate la recensione originale di MangiaLibri, a firma di Annalisa Scarpa, che ringraziamo moltissimo per l’interpretazione del romanzo (ma anche per l’incoraggiamento che ci arriva tra le righe verso la nostra collana, o almeno a noi piace interpretarlo così!). Ve la riportiamo qua:

Cresta verde e tanti piercing, occhi scuri in cui perdersi. Ma, soprattutto, un’andatura lenta e serena, “come uno che non ha una meta da raggiungere ma un piacere da coltivare”. Attraversa vite e ritratti e non si ferma mai, Davide, che ormai nessuno chiama più Davì, da quando sua mamma se n’è andata di casa. Davide, Davì, un giorno apre la porta e va via anche lui, per vivere lontano dal padre, in un centro commerciale, e per trovarsi spesso in biblioteca, da Beatrice e Livia. Nella sua vita fatta di apparizioni e sparizioni, quella di Nicla potrebbe essere destinata a restare?
Un libro brevissimo, fatto di tanti piccoli quadri, quelli in cui Davì parla di sé e della sua vita, raccontando se stesso e gli altri in prima persona, dal di dentro; e quelli in cui l’interiorità è quella di altri, piccoli insiemi di idiosincrasie e tic che vengono sfiorati per un attimo dalla presenza singolarissima di questo personaggio fuori dagli schemi. Vite che vengono attraversate, che Davì lo guardano dal di fuori, ma che – seppur da lontano o solo per un attimo– da lui vengono sempre toccate. Una trama intera costruita sull’apparire e sparire di questo giovane, che è impossibile non notare, o per il suo aspetto o per il suo sguardo. Un piccolissimo romanzo molto sentimentale, il cui protagonista maschile viene fatto risuonare dalla scrittura femminile dell’autrice (con un esito sicuramente convincente per un pubblico di ragazze) in un interessante gioco di punti di vista che alimenta il carattere “nomade” e inusuale del personaggio. Il libro è un bell’esperimento, in alcuni punti un vero e proprio esercizio narrativo. Ed è un esperimento anche la riproposta, dopo 13 anni, di un testo che era già comparso nelle Frontiere di EL: lo spirito di quella collana rimane nel libro, anche attraverso la nuova collocazione negli Arcobaleni di Camelozampa. Una storia d’amore per adolescenti, un libro agilissimo, in cui potersi riconoscere in quegli anni in cui è forte il bisogno di andare e di staccarsi, ma anche quello di agganciarsi a qualcosa, di radicarsi. Di distinguersi da tutto, ma di trovare qualcuno in cui riconoscersi. 

A noi piace soprattutto il finale (che abbiamo debitamente ingrassettato).
Grazie!